
California, il DFPI si oppone alla proposta SEC sulle cripto-attività

California, il DFPI si oppone alla proposta SEC sulle cripto-attività
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La questione riguarda meno le regole operative di trading quotidiano che l'autorità incaricata di vagliare le raccolte di capitale in cripto-attività prima che raggiungano gli investitori. Se la proposta della SEC dovesse avanzare sostanzialmente nella forma attuale, gli emittenti avrebbero un percorso federale più chiaro per raccogliere capitali. Al tempo stesso, regolatori statali come quello californiano segnalano che semplificare le esenzioni federali non dovrebbe avvenire a discapito degli strumenti di verifica degli Stati. Il prossimo passaggio rilevante sarà capire se la SEC affronterà le obiezioni della California sulla supervisione statale e sulla definizione di «qualified purchaser» in una successiva bozza o nel provvedimento finale.
ChainCatcher ha riferito che il Dipartimento californiano per la protezione finanziaria e l'innovazione (DFPI) ha inviato una lettera di commento contro il quadro proposto dalla SEC per il Regulation Crypto Assets, sostenendo che potrebbe indebolire la tutela degli investitori riducendo la supervisione statale sulle offerte di cripto-attività. Gli estratti di ricerca forniti da SEC e DFPI collegano la disputa al File No. S7-2026-27 e ai limiti di raccolta riportati nella proposta: 5 milioni di dollari in quattro anni e 75 milioni di dollari in 12 mesi.
Cosa prevede la proposta della SEC
Negli estratti SEC forniti, la proposta al centro della controversia è identificata come Regulation Crypto Assets, File No. S7-2026-27 e Release No. 33-11434. In termini pratici, si configura come un regime federale di offerta su misura per alcuni contratti di investimento legati alle cripto-attività, non come una revisione complessiva dell'intera regolamentazione del comparto.
Secondo ChainCatcher, il quadro introdurrebbe due esenzioni dall'obbligo di registrazione previsto dal Securities Act. La prima consentirebbe agli emittenti idonei di raccogliere fino a 5 milioni di dollari nell'arco di quattro anni; la seconda fino a 75 milioni di dollari per ciascun periodo di 12 mesi. Lo stesso resoconto indica che gli emittenti dovrebbero rendere pubblici i dettagli del progetto, i rischi e altre informazioni utili alla valutazione degli investitori; per alcune offerte sarebbero inoltre richiesti bilanci e obblighi di rendicontazione continuativa.
Gli estratti SEC forniti confermano questi elementi principali e collocano la proposta nell'ambito di un formale processo normativo. È un aspetto rilevante, poiché la vicenda riguarda una struttura di raccolta proposta per alcuni emittenti di cripto-attività, non una norma già adottata e in vigore.
| Dettaglio della proposta | Valore riportato |
|---|---|
| Nome della proposta | Regulation Crypto Assets |
| Identificativi SEC | File No. S7-2026-27; Release No. 33-11434 |
| Esenzione proposta per startup | Fino a 5 milioni di dollari in quattro anni |
| Esenzione proposta per la raccolta di capitali | Fino a 75 milioni di dollari per periodo di 12 mesi |
| Data riportata della lettera del DFPI | 20 ottobre 2026 |
| Scadenza riportata per i commenti | 20 ottobre 2026 |
Perché la California ritiene che la tutela degli investitori possa indebolirsi
L'obiezione della California non viene descritta come un rifiuto delle norme sulla divulgazione informativa in sé. La preoccupazione riportata è che il quadro della SEC possa rendere più facile aggirare l'esame a livello statale delle offerte di cripto-attività, anche se gli Stati conserverebbero i poteri di contrasto alle frodi e ai broker-dealer illegittimi previsti dalla normativa federale sui titoli.
La distinzione è importante. Uno Stato potrebbe ancora indagare su una frode dopo l'avvio di un'offerta, ma la contestazione della California riguarda la perdita di parte del proprio ruolo di controllo preventivo prima che gli investitori aderiscano. In questo senso, la disputa verte sulla vigilanza preventiva, non soltanto sulla possibilità per gli Stati di perseguire in seguito i soggetti scorretti.
Un estratto di ricerca del DFPI fornito aggiunge un elemento concreto a questa posizione: secondo il testo, la Commissione dovrebbe ritirare la definizione proposta di «qualified purchaser». In assenza del testo integrale della lettera, questo non chiarisce l'intera argomentazione giuridica, ma mostra che l'opposizione della California è legata a uno specifico elemento della proposta e non a una generica posizione anti-SEC.
A che punto è l'iter normativo dopo la lettera di commento
L'ultima fase supportata dalle informazioni disponibili resta quella della consultazione pubblica. Un estratto SEC sulla proposta normativa afferma che il provvedimento è stato pubblicato nel Federal Register il 21 agosto 2026, con termine per i commenti fissato al 20 ottobre 2026. L'estratto della lettera del DFPI reca la data del 20 ottobre 2026, coerente con questa tempistica.
Il deposito della California va quindi letto come parte del fascicolo dei commenti della SEC, non come prova che la proposta sia stata adottata, rinviata o bloccata. In un normale procedimento normativo della SEC, l'agenzia esamina le osservazioni ricevute prima di decidere se modificare la proposta, riproporla, adottare una norma definitiva o accantonarla.
Le prove fornite non documentano alcuna azione successiva della SEC. La conclusione più chiara, al momento, è quindi che Regulation Crypto Assets resta allo stadio di proposta, mentre la California cerca di influenzarne l'esito finale facendo valere le proprie obiezioni sulla protezione degli investitori e sulle prerogative degli Stati.
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