
KWBA sostiene la vigilanza sui trasferimenti crypto in Corea del Sud e chiede modifiche al decreto

KWBA sostiene la vigilanza sui trasferimenti crypto in Corea del Sud e chiede modifiche al decreto
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L'orientamento della politica appare ormai più ampio di una semplice misura contro i trasferimenti illeciti. Le informazioni disponibili indicano che il progetto potrebbe affiancare alla registrazione degli operatori obblighi continuativi di segnalazione dei trasferimenti e coinvolgere anche alcuni flussi da o verso wallet personali. Il confronto si sta quindi spostando sull'ambito di applicazione e sugli oneri operativi: per gli exchange coreani e gli altri fornitori di servizi interessati, la questione centrale è se il ministero restringerà il perimetro o alleggerirà i requisiti di conformità dopo la fase di consultazione.
KWBA avrebbe presentato il 26 ottobre le proprie osservazioni al Ministero dell'Economia e delle Finanze della Corea del Sud, entro il termine della consultazione pubblica sul progetto di decreto attuativo previsto dalla Legge sulle transazioni valutarie. L'associazione sostiene l'inclusione dei trasferimenti transfrontalieri di asset virtuali nel sistema di monitoraggio valutario, ma ritiene necessario rivedere alcuni aspetti applicativi alla luce del livello di preparazione del settore e degli oneri di conformità.
Cosa coprirebbe attualmente il progetto di decreto
La proposta mira a includere i trasferimenti transfrontalieri di asset virtuali nel sistema sudcoreano di monitoraggio valutario. Un estratto nei risultati di ricerca di Korea.net relativo a un comunicato del Ministero dell'Economia e delle Finanze afferma che la bozza di modifica del 7 ottobre è stata sottoposta a consultazione pubblica per attuare la modifica del 2 giugno alla Legge sulle transazioni valutarie.
Lo stesso estratto del ministero indica che l'ambito riportato non si limiterebbe ai trasferimenti fra fornitori di servizi di asset virtuali nazionali ed esteri. Descrive inoltre i trasferimenti tra operatori nazionali e wallet personali come parte del quadro proposto per l'attività di trasferimento di asset virtuali. Si tratta di un dettaglio rilevante, poiché suggerisce che il sistema di monitoraggio potrebbe estendersi oltre i flussi tra exchange.
Le notizie disponibili aggiungono alcuni elementi sul meccanismo pratico. Secondo BigGo Finance, gli operatori interessati dovrebbero registrarsi preventivamente e segnalare le informazioni sui trasferimenti transfrontalieri attraverso la rete informatica valutaria della Banca di Corea. BigGo Finance ha inoltre riferito di un requisito patrimoniale minimo proposto di 2 miliardi di KRW, ma tale cifra resta riportata a livello giornalistico e non è confermata dall'esame del testo del decreto.
| Voce | Dettaglio riportato |
|---|---|
| Scadenza per le osservazioni | 26 ottobre 2026, data entro cui KWBA avrebbe presentato le proprie osservazioni al Ministero dell'Economia e delle Finanze. |
| Avviso di consultazione | Un estratto di un comunicato ministeriale su Korea.net afferma che la modifica proposta è stata annunciata per la consultazione pubblica il 7 ottobre 2026. |
| Trasferimenti interessati riportati | Trasferimenti tra fornitori di servizi di asset virtuali nazionali ed esteri, oltre a quelli fra operatori nazionali e wallet personali. |
| Meccanismo di conformità riportato | Registrazione preventiva degli operatori e segnalazione delle informazioni sui trasferimenti attraverso la rete informatica valutaria della Banca di Corea. |
| Posizione nota di KWBA | Sostiene l'indirizzo di monitoraggio, ma chiede la revisione di alcuni dettagli attuativi per i timori sulla preparazione del settore e sugli oneri di conformità. |
Perché KWBA chiede modifiche prima della versione definitiva
La posizione di KWBA, secondo quanto riferito, è di sostegno all'obiettivo della politica ma non a ogni dettaglio attuativo. L'associazione non si oppone in quanto tale alla vigilanza valutaria sui trasferimenti transfrontalieri di criptovalute; chiede piuttosto al ministero di riesaminare disposizioni che potrebbero risultare troppo gravose rispetto all'attuale preparazione del settore o eccessivamente costose da rispettare nella pratica.
Non è possibile stabilire qui quali clausole specifiche KWBA abbia contestato, poiché non è stato fornito il testo originale della sua istanza del 26 ottobre. L'interpretazione più circoscritta supportata dalle informazioni disponibili è quindi che KWBA chieda modifiche legate alla prontezza operativa e agli oneri di conformità, mentre la formulazione precisa delle richieste non è ancora pubblica nel materiale fornito.
Le notizie pubblicate in precedenza nel 2026 aiutano a chiarire perché il tema degli oneri sia rilevante. Un articolo di mercato di maggio affermava che le imprese coinvolte nei trasferimenti transfrontalieri di asset virtuali sarebbero rientrate in un regime di registrazione previsto dalla legge, includendo exchange e custodi. Un servizio di SBS Biz del giugno descriveva analogamente un sistema in cui gli operatori si sarebbero registrati presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze e avrebbero segnalato le informazioni sulle transazioni al verificarsi di trasferimenti transfrontalieri. Questi servizi precedenti non dimostrano il contenuto definitivo della bozza di ottobre, ma mostrano perché exchange, custodi e operatori analoghi sarebbero i soggetti più probabilmente interessati se il quadro procedesse in una forma sostanzialmente simile.
A che punto è il processo dopo la scadenza del 26 ottobre
Lo stato attuale va ancora interpretato come una fase di consultazione su una bozza, non come una disciplina definitiva. Il rapporto fornito stabilisce che il 26 ottobre era la scadenza per le osservazioni e che KWBA ha presentato il proprio contributo entro tale data. Non dimostra che il ministero abbia già finalizzato, promulgato o reso efficace il decreto.
La distinzione è importante per chi valuta l'impatto immediato sulla conformità. Il quadro riportato è sufficientemente concreto da indicare la direzione — registrazione, segnalazione e monitoraggio più esteso dei trasferimenti transfrontalieri di asset virtuali — ma non è ancora abbastanza definito da considerare ogni requisito riportato come norma vigente. Il prossimo aggiornamento significativo potrebbe essere un testo rivisto del decreto, una risposta formale del ministero alle osservazioni oppure un passaggio ufficiale di promulgazione.
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