Crypto e DeFi: solo un americano su cinque giudica sicuro il proprio sistema finanziario
La fiducia si sta erodendo. Il 27 ottobre, il DeFi Education Fund ha rivelato con Ipsos la nuova iterazione del suo barometro finanziario. Mentre l'euro digitale della BCE è ancora in fase di sviluppo, solo il 19% degli americani giudica sicuro il proprio sistema finanziario. Un malessere misurato a una settimana dalle elezioni di metà mandato, che già avvantaggia la finanza decentralizzata.
I punti chiave di questo articolo:
- Solo il 19% degli americani ritiene che il sistema finanziario del proprio paese sia sicuro, secondo il sondaggio Ipsos.
- Il 22% degli intervistati ha già posseduto o utilizzato criptovalute, in aumento rispetto al 2025.
- Il 40% degli intervistati si dice almeno probabile di provare la DeFi se fosse accessibile.
- La detenzione di criptovalute rimane pressoché identica tra repubblicani e democratici americani.
Perché gli americani diffidano delle loro banche?
Condotta a settembre su 1.545 adulti, la seconda iterazione pondera le risposte per età, origine, istruzione, regione e reddito familiare. Il margine di errore è di 2,8 punti, su un campione KnowledgePanel già interrogato l'anno scorso.
Il bilancio centrale dello studio rimane severo. Infatti, solo il 7% degli americani si fida completamente delle banche regionali o comunitarie. E il 63% ritiene che il sistema finanziario debba essere modernizzato per affrontare le minacce provenienti dall'era dell'intelligenza artificiale.
La privacy alimenta anche questa sfiducia: il 74% degli intervistati ritiene importante la riservatezza finanziaria, e l'80% chiede cambiamenti per riprendere il controllo dei propri dati personali.
Soprattutto, il 54% teme che le istituzioni finanziarie non proteggano le proprie informazioni di fronte alle minacce dell'IA, una preoccupazione che non è affatto teorica dato che un'IA ha già rilevato 3 vulnerabilità nel cuore di Bitcoin.
L'accesso ai propri soldi completa il quadro. Il 66% degli americani vuole poter consultare i propri fondi in qualsiasi momento. Tuttavia, solo il 49% ritiene di avere un controllo personale sui propri attivi finanziari, due aspettative di base che il sistema attuale soddisferebbe solo a metà secondo lo studio.
La DeFi esce rafforzata da questa sfiducia
La DeFi si riferisce a servizi finanziari programmati su una blockchain, senza banche tra l'utente e i suoi fondi, una sorta di banca il cui codice funge da sportello. Il sondaggio rileva che l'uso progredisce più velocemente della comprensione del tema.
Il 22% degli americani ha già posseduto o utilizzato criptovalute, un livello in netto aumento rispetto al sondaggio condotto nel 2025.
Così, il 40% degli intervistati si dice almeno probabile di provare la DeFi se fosse realmente accessibile.
Tra di loro, l'85% la utilizzerebbe prima di tutto per risparmiare e l'82% per inviare denaro ai propri cari che vivono negli Stati Uniti, due usi quotidiani in netta crescita rispetto a un anno fa.
Queste proporzioni misurano le intenzioni dichiarate, e non le adozioni constatate, in uno studio firmato da una fondazione che milita per la DeFi. Essa si basa inoltre sul sostegno di attori dell'ecosistema, tra cui il wallet Phantom.
Il calendario, poi, non è affatto irrilevante, con una pubblicazione a una settimana dalle elezioni di metà mandato di novembre. Il 35% degli americani ritiene importante che i candidati difendano la costruzione della prossima generazione di tecnologia finanziaria negli Stati Uniti.
Per quanto riguarda la detenzione, il 24% dei repubblicani e il 21% dei democratici hanno già posseduto o utilizzato criptovalute, una quasi parità che attraversa l'asse politico.
Parallelamente, la finanza tradizionale non rimane immobile: i depositi tokenizzati e gli stablecoin hanno convinto l'88% delle grandi aziende. La battaglia per la fiducia tra la finanza tradizionale e quella decentralizzata è appena iniziata.
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