più di 78 mln $ di USDT illeciti sottratti

By: WEEX|15/05/2025 20:00:12
Un recente rapporto pubblicato da AMLBot, società specializzata nella conformità della blockchain, ha evidenziato una vulnerabilità significativa nel meccanismo della lista nera di Tether (USDT). Secondo l’analisi, un ritardo sistemico nel processo di aggiunta degli indirizzi alla lista nera ha consentito il trasferimento illecito di più di 78mln dollari in USDT prima che i fondi potessero essere congelati. La procedura, che in teoria dovrebbe bloccare in tempo reale gli indirizzi sospetti, presenta invece una finestra temporale critica tra l’invio della segnalazione e l’effettiva esecuzione del blocco. Questo intervallo, che può durare anche più di 40 minuti, è stato sfruttato da attori malevoli per spostare i fondi e sottrarli al congelamento. Come funziona la lista nera di Tether (USDT) Il sistema di liste nere di Tether opera tramite una struttura multisig su blockchain come Ethereum e Tron. Il processo si articola in due fasi principali: 1. Una prima transazione multisig invia una chiamata in sospeso al contratto USDT-TRC20, segnalando pubblicamente un indirizzo come candidato all’inserimento nella lista nera. 2. Una seconda transazione, anch’essa multisig, conferma l’azione e rende effettivo il blocco, generando l’evento “AddedBlackList”. Questo meccanismo, pur essendo trasparente e tracciabile on-chain, introduce un ritardo operativo che può essere sfruttato da chi monitora costantemente le transazioni sulla blockchain. Il rapporto di AMLBot ha presentato un caso specifico per illustrare la vulnerabilità. Alle 11:10:12 UTC, una transazione ha segnalato un indirizzo sulla blockchain Tron come candidato all’inserimento nella lista nera. La conferma effettiva è arrivata però solo alle 11:54:51 UTC, lasciando una finestra di 44 minuti durante la quale i fondi potevano essere trasferiti liberamente. Questo intervallo, definito dagli analisti “finestra critica di attacco”, consente ai truffatori di anticipare l’azione di blocco e riciclare o trasferire i fondi prima che vengano congelati. I dati raccolti da AMLBot mostrano che questa vulnerabilità non è soltanto teorica. Tra 28/11/2017 e 12/05/2025, più di 28,5mln dollari in USDT sono stati trasferiti durante i ritardi sulla blockchain di Ethereum. Su Tron, la cifra è ancora più alta: 49,6mln dollari. In totale, quindi, 78,1mln dollari sono stati trasferiti illecitamente sfruttando il ritardo tra la segnalazione e l’effettivo blocco. In media, ogni crypto wallet coinvolto ha trasferito più di 365.000 dollari durante il ritardo su Ethereum, mentre su Tron la media è di 291,970 dollari per wallet. Wallet sospetti: un fenomeno tutt’altro che isolato Secondo AMLBot, il fenomeno è tutt’altro che raro. Sulla blockchain Tron, 170 wallet su 3,480 (circa 4,88%) hanno sfruttato il ritardo per effettuare 2-3 trasferimenti prima di essere bloccati effettivamente. Questi dati evidenziano come l’inefficienza temporale del sistema di liste nere rappresenti una vulnerabilità concreta e sistematica. Tether ha più volte sottolineato la propria capacità di congelare gli asset come strumento di conformità normativa. Nel corso del 2024, la società ha collaborato con Tron e TRM Labs per congelare più di 126mln dollari in USDT collegati ad attività illecite. Tuttavia, il rapporto di AMLBot solleva dubbi sull’efficacia e, soprattutto, sulla tempestività di tali interventi. Il ritardo tra la segnalazione e l’esecuzione del blocco rappresenta un punto debole, sfruttabile da chi possiede competenze tecniche e monitora le attività on-chain in tempo reale. Alla domanda se il ritardo dipenda da limitazioni tecniche o da ritardi operativi da parte dei titolari delle chiavi del wallet multisig, i ricercatori di AMLBot hanno dichiarato di non poter fornire una risposta certa, poiché non hanno accesso alle procedure interne di Tether. Nel frattempo, al momento della pubblicazione Tether non ha rilasciato alcun commento ufficiale sul rapporto. Conclusioni: la necessità di una maggiore efficienza Il caso sollevato da AMLBot mette in evidenza una questione cruciale per il settore delle stablecoin e della finanza decentralizzata. In particolare, evidenzia la necessità di strumenti di conformità non solo efficaci, ma anche tempestivi. In un ecosistema in cui le transazioni avvengono in pochi secondi, anche un ritardo di pochi minuti può fare la differenza tra il successo e il fallimento di un’azione rialzista. La trasparenza on-chain, se non accompagnata da reattività operativa, rischia di trasformarsi in un vantaggio per chi agisce illecitamente. Il rapporto di AMLBot rappresenta un campanello d’allarme per Tether e per tutte le piattaforme che gestiscono asset digitali. In altre parole, sicurezza e conformità devono evolversi alla stessa velocità delle tecnologie che le supportano. Fonte: https://en.cryptonomist.ch/2025/05/15/delays-in-tethers-blacklist-over-78-million-dollars-in-illicit-usdt-evaded/

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